Un paio di settimane fa era Carnevale. Un paio di settimane fa mio figlio aveva due giorni di vacanza da scuola, ma io marito no, e quindi Danny Boy ed io abbiamo preso un bel treno fino a Mestre, e da Mestre un bel pulman per la montagna. Peccato che tra l’arrivo del treno a Mestre e la partenza del pulman per la montagna, ci fossero più di due ore di mezzo. Che fare a Mestre per due ore? Non andavo a Mestre da anni, e non avevo la minima idea di dove poter andare a sbattere la testa, con dolcezza.

Dopo il classico corso di grafica, e lo stage in uno studio di grafica, ha iniziato a martellarle in testa una domanda che tanti di noi si sono posti (e che io mi faccio ancora, un giorno sì e un giorno no): “E ora che faccio?”
Dopo anni di lavori che nulla avevano a che fare con la sua vera passione, e che continua a fare anche ora, quando non dipinge, Silvia ha avuto un’illuminazione.
I suoi avevano in cantina una vecchia sedia e ogni tanto, quando Silvia scendeva a prendere qualcosa, la guardava, si guardavano…
E’ stato allora che ha deciso di dipingere la sua prima sedia. Cosa ha dipinto?

Silvia ha scelto la Pop art perché le è sempre piaciuta, e perché la Pop art appartiene a tutti. La Pop art suscita un po’ la memoria dell’infanzia, i ricordi delle marche dei biscotti, delle zuppe… La Pop art suscita quella nostalgia positiva che ti riporta indietro.
A Silvia sono sempre piaciuti molto i fumetti, e la grafica degli anni 60/70 che la Pop art ha trasformato in arte.
Ascoltavo Silvia e la mia memoria tornava ad una bellissima giornata passata con mio figlio alla mostra di Andy Warhol, quel genio che un giorno decise di dipingere soggetti i cui tutti potessero riconoscersi, ritrovarsi: la zuppa che mangiava da povero, la Coca Cola che veniva bevuta dall’operaio, e dal presidente degli Stati Uniti… Ero curiosa di sapere se Silvia aveva ancora quella prima sedia. Quella sedia l’ha venduta, al negozio “Emporio 31” di Milano. “Emporio 31” era un negozio che amavo tanto, e che non c’è più, uffa!
Ma la cosa buffa è stato il racconto su come è arrivata a vendere quella sua prima sedia, a Milano. Le avevano detto che per vendere un oggetto del genere doveva andare a Milano. Le avevano dato un paio di nomi di negozi giusti, di design. E allora Silvia è partita, in treno, con la sua sedia. Silvia ha preso la metropolitana, con la sua sedia. Silvia è salita in tram, con la sua sedia. Silvia ha camminato in giro, con la sua sedia.

Era il 2005 , e Silvia guadagnò i suoi primi 200 euro, vendendo il primo frutto della sua passione. Dopo la pianta di “Leon” non ci furono altre piante, ma dopo quella prima sedia… Silvia a dipinto a mano tante altre sedie, e ora dipinge anche mobili, telefoni, librerie e quadri. Dipinge soggetti a richiesta, e a volte, per fare un felice un bambino , si allontana dalla sua Pop art e si avvicina al mondo dei cartoon. Me la immagino già la faccia di Danny boy alla vista di una sedia dipinta a mano con i suoi personaggi preferiti: Peppa Pig sotto il sedere e SpongeBob dietro la schiena. Da quel giorno Silvia Zacchello non si è più fermata, e presto, molto presto, le sue sedie arriveranno anche in Puglia. Devo solo aspettare che la nostra casetta sia pronta… Barbara