Una persona ospitale è una persona generosa.
Una persona ospitale è una persona che ha un bel cuore.
Una persona ospitale è una persona aperta.
Anche al nord si trovano persone molto ospitali, ma al sud…
Non prendetevela per quello che dirò, anche perché anche io sono del nord, ma sarei buggggiarda se dichiarassi che noi siamo come loro.
Loro hanno una marcia in più, e basta.
Se per sbaglio capiti a casa di un pugliese intorno all’ora di cena o di pranzo, sarà molto facile sentirsi dire “E fermatevi a mangiare con noi, giusto una cosina veloce!”.
Giusto una “cosina”???
La prima volta che ci siamo sentiti dire così, la “cosina” erano 4 kg di carciofi fritti in una deliziosa pastella, e pensavamo che fossero un po’ troppi per un’anziana coppia (quelli che ci hanno venduto il terreno in Puglia) e noi due…
Siamo rimasti a tavola, da loro in cucina, per due ore, a chiacchierare, e tra una risata e un racconto di storia vissuta, quei carciofi ce li siamo spazzolati.
Danny aveva circa 4 anni e non gli piacevano i carciofi.
“E che problema c’è?” Mi dice l’anziana signora “Vado un attimo dalle galline e al bambino ci faccio due ovetti freschi freschi”.
Questa volta non eravamo ancora atterrati a Bari, ma avevamo già un invito a pranzo agli Epitrulli di Monica, la mamma pugliese di due bambini che erano all’asilo con Danny, a Milano.
Una tavola apparecchiata davanti al camino acceso, fettuccine fatte in casa con i frutti di mare, baccalà in umido con pomodorini e olive, i dolcetti di Ceglie e tanta allegria con i vicini arrivati dopo, per il caffè.
Un paio di giorni fa, in tarda mattinata, dovevamo passare a casa di Dario e Antonio, vicino a Cisternino.
Dario e Antonio restaurano e scialbano vecchi mobili, e non solo.
Dario e Antonio sono uno di Napoli e uno di Bari, e quindi vi lascio immaginare il calore e la gioia che trasuda dai loro pori.
La mattina avevamo diversi appuntamenti in cantiere e quindi abbiamo fatti tardi e da loro siamo arrivati all’ora di pranzo.
Volevamo guardare delle porte antiche che avevano trovato per noi, da restaurare, e poi andare a mangiare una cosa veloce prima di rimetterci in pista con gli altri appuntamenti.
Ma quando mai!
Alle fine le porte le andremo a vedere oggi, perché quel giorno ci siamo seduti con loro a tavola e ci siamo rilassati godendoci le due cosine che Dario aveva favolosamente improvvisato per noi 4.
Che dire…
Due notti fa Danny ha avuto la febbre quasi a 40 e quindi ci è saltato il programma di passare il capodanno a casa di amici a Gallipoli, in una splendida masseria, con una sacco di bimbi.
Eravamo ormai rassegnati a passare il capodanno noi 3 da soli, nel nostro appartamento in affitto a Ostuni e invece…
E invece Danny, con un bel sorso di Nurofen, si è definitivamente ripreso e io ho ho avuto la fortuna di fare la telefonata giusta al momento giusto.
Danny si è ripreso nel tardo pomeriggio e quindi era improbabile metterci in viaggio all’ultimo, per Gallipoli, ma qualcosa di più vicino sarebbe stato carino, e infatti…
“Ciao Bernardo! Ti va bene se ci vediamo il 2 mattina in cantiere così decidiamo bene come fare il tavolo?”
Bernardo è una artista di qui che fa delle cose bellissime usando principalmente ferro e legno.
“Ma che fate stasera? Io organizzo una cena a buffet a casa mia a Cisternino con un po’ di amici. Volete venire?”
Di solito in queste occasioni ci si ritrova a dire:”Ma no dai, così all’ultimo momento, sei sicuro? Non disturbiamo?”
E invece non so come, ma ho risposto subito:”Ma grazie, a che ora, cosa portiamo?”
Non c’è niente da fare: in Puglia le formalità sono inutili, saltano.
In Puglia c’è solo ospitalità pura, vera, sincera, e ad un invito sincero si risponde con una risposta sincera.
Grazie Bernardo, grazie Monica, grazie Dario e Antonio, grazie Pugliesi
Grazie perché la nostra casa non è ancora pronta, ma per merito vostro noi a casa ci sentiamo già.
Buon anno a tutti, di cuore. Barbara

NO COMMENTS