Il mio cavallo di battaglia: petto di pollo alla soia

Ok , ok …chiedo umilmente perdono, ma di questa ricetta facile facile e buona buona… non ho la foto, quindi accontentatevi del pollo!

Da quando sono diventata una blogger (ah ah, scusate, ma mi fa ridere) ho fatto il mio cavallo di battaglia una volta sola e mi sono dimenticata di fotografarlo! Argh

Questa ricetta me la ha gentilmente concessa Valentina, una mia carissima amica che in cucina ci sa davvero fare, altro che Barbs e le sue aspirazioni da casalinga disperata.

Andate a fare la spesa e comprate quello che vi manca di:

petti di pollo

farina

soia

olio, zucchero e sale

Quando siete pronti iniziamo:

tagliate il pollo a striscioline e impanatelo nella farina (io di solito uso quella di avena che è molto più leggera). Scaldate olio in un padella e quando è bello caldo metteteci dentro le striscioline di pollo. 

Aggiungete mezzo cucchiaio di zucchero (io uso un paio di gocce di Tic, il dolcificante per dolci),  mezzo cucchiaio di sale e infine la soia (quantità a piacere senza esagerare perchè la soia sala parecchio)

Tenete il fuoco alto e a metà cottura versate un goccio di acqua calda.

Vedrete che le striscioline di pollo faranno la crosticina e in 10 minuti saranno pronte.

Come contorno di solito faccio i piselli (rigorosamente surgelati! Mica sono matta!)

Amo questo piatto perché in casa ho sempre del pollo in freezer e della soia in dispensa quindi in 15 minuti riesco sempre ad inventarmi qualcosa anche nei casi più disperati !

Yesss

Come convincere i nostri cuccioli a mangiare le carote !

Ebbene sì ! Ne so una più del diavolo. Questa e’ un’altra ricettina facile facile per fare le carote buone buone. Basta avere ovviamente carote, acqua e dado (quindi brodo) burro, grana e un pizzico di sale.

Tagliate le carote a rondelle fini e le saltate in padella con un filo di olio girandole bene sennò si bruciano! Poi aggiungete il brodo fino a coprirle, mettete il coperchio e fate andare per circa una mezz’ora a fuoco basso. Alla fine, quando l’acqua si sarà consumata tutta, amalgamate con burro e tanto tanto tanto grana e girate per un minuto o poco più sul fuoco ancora acceso. Sembra una cavolata ma vi giuro che vengono da paura e ai bimbi piacciono tanto (veramente piacciono molto anche a noi mamma e papà!)

caroterisofotoSe accanto alle carote ci mettete il riso, un filo d’olio e una spolverata di grana…il gioco è fatto. Tra il grana che avrete messo nelle carote e quello sul riso, avrete un piatto unico, facile e sano, per i vostri cuccioli: proteine, carboidrati e verdure!

Visto che il riso sembra sia uno dei carboidrati migliori e più digeribili (sembra!) io spesso lo abbino a carne, pesce o verdure. Per ottenere un effetto visivo più piacevole del classico pugnetto abbandonato nell’angolo del piatto, io il riso lo metto in uno stampino di quelli usa e getta in allumino e ci faccio un “tortino”.

Come insegnano a Masterchef… Anche l’occhio vuole la sua parte no !?

Un pranzo di ordinaria follia…

Oggi forse non sara’ stato il pranzo piu’ sano della sua vita, ma alla fine mio figlio mi ha detto “Grazie mamma! E’ stato un pranzo divertentissimo e buono” e io mio sono sciolta…

 

Preparazione spaghetti con würstel

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Felice scorpacciata di spaghetti con wurstel e ketchup

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Finalmente un po’ si sana frutta

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La “Grillo” parlante e un angolo di Napoli a Milano…

Ungrillofoto paio di giorni fa dovevo pranzare con la mia “neo” amica Alessandra Grillo e visto che facciamo un mestiere simile, che spesso ci porta a scoprire posticini nuovi, le ho detto “Ale scegli tu!”. E meno male…

Alessandra mi ha portata a pranzo in un posticino delizioso che da sola non avrei mai trovato perché è in Via dell’Orso quindi in una strada dove di solito non passo a piedi, ma ci sfreccio il scooter come sempre di corsa e senza guardarmi troppo intorno.

Conosco Alessandra da anni, ma la ho definita “neo” amica perché è il classico esempio di come ci si può sbagliare fermandosi alle apparenze.

Quante volte capita di vedere spesso una persona e di farsi un’idea senza averci mai parlato ? La vedi muoversi magari sicura nel suo ambiente, la vedi chiacchierare con tutti e sorridere sempre e già inizia a starti sui “maroni” perchè purtroppo le persone apparentemente sempre felici…sono scomode, generano un’inevitabile invidia, buona o cattiva che sia. E ne so qualcosa anche io.

Mi capita spesso di incontrare persone che dopo aver passato un paio di ore con me, mi confessano che non pensavano che io fossi simpatica. Oh mamma mia! Chissà cosa pensano di me quelli che mi vedono sempre, ma non vanno oltre al “ciao, tutto bene?!?”. La verità è che mi interessa poco. So bene di non sembrare spesso quello che realmente sono e so anche che a molti non sto simpatica e continuerò a non esserlo, ma sopravvivo.

Se uno fosse realmente interessato a sapere come è un’altra persona…ci deve parlare, la deve guardare negli occhi e deve soprattutto riuscire a superare quella maschera che ogni tanto, per diversi motivi, va messa e che ogni tanto spesso non si riesce più a togliere, del tutto, sempre.

Con Alessandra avevo proprio sbagliato tutto, ma ora che ho scoperto cosa c’è dietro quella “maschera”, non me la faccio più scappare.

1nonèpeccatofoto

non èpeccatofoto

Ma torniamo al nostro pranzetto.

Sono entrata in quel ristorante con la mia borsa e la sacca della palestra perchè nel primo pomeriggio avevo il mio corso del martedì al quale non rinuncio mai.

Mi sono detta ” mangio una cosina leggera visto che dopo mi alleno”, ma come direbbe mio marito “zebbbra”  alias  “zero”: impossibile entrare lì dentro se si intende rispettare un qualsiasi tipo di regime alimentare che non preveda per esempio “montanare e pasta cresciuta” come stuzzichini e almeno un bel piatto di spaghetti nèrano (con le zucchine) per continuare. Per non parlare dei mini tiramisù che ti portano con il caffè senza che tu debba neanche chiederli… quasi ti avessero letto nel pensiero.

 

Oltre ai sapori di Napoli non si può non sentire anche il calore di quella città. Fabiana, la proprietaria, e tutto il suo staff, sono di una gentilezza disarmante, sentirsi a casa è la cosa che viene più naturale dopo essersi tolti la giacca.

nonèpeccatofotoIn un posto così…mangiare bene e per un giorno dimenticarsi della linea…”Non è peccato”.

 

Trattoria “Non è peccato” Via dell’orso 4 Milano tel.02.84241855

 

Torta mimosa senza mimose, ricettina rubbbata ad Alessandro Borghese !

borghesepiccoloVisto che le mimose in vaso puzzano e sono velenose, oggi ho fatto per voi un “furtarello” e vi propongo la torta mimosa (senza mimose). Una ricetta del mio amico Alessandro Borghese che ho trovato su Vanity Fair.
La torta mimosa è un dolce coperto di pezzetti di pan di Spagna che ricordano i fiori della mimosa.
Una tradizione che probabilmente risale al 1946 quando la mimosa divenne il simbolo della festa della donna (in Italia). Un’idea delle femministe italiane dell’UDI (Unione Donne Italiane) che, preparando la prima Festa della Donna del dopoguerra, decisero di colorare l’evento con un tocco floreale e scelsero la mimosa, che fiorisce a marzo ed era a buon mercato. Essendo la mimosa un fiore velenoso e quindi non commestibile, i pasticceri si ingegnarono nel darne l’effetto visivo con il Pan di Spagna. Ecco la versione gourmand di Alesssandro Borghese, da degustare rigorosamente in versione finger-food.

Lista della spesa

300 gr di pistacchi di Bronte
100 gr di farina 00
300 gr di zucchero
100 gr di burro fuso

2 fragole

6 uova
1/2 bicchiere di vermouth 
1 bustina di lievito 
Sale q.b.

Per la crema chantilly al limone:

450ml di latte
La buccia di un limone 
Il succo di un limone
3 cucchiai di farina
5 cucchiai di zucchero 
250 ml di panna zuccherata

Se avete tutto iniziamo

Sciogliete il burro a bagnomaria e fatelo raffreddare. Nella planetaria aggiungete i tuorli d’uovo e lavorali con lo zucchero per circa dieci minuti. Aggiungete il burro, il vermouth, la farina, il lievito setacciato e aggiungete un pizzico di sale. Prendete una bastardella e montate a neve gli albumi, incorporate con una spatola i pistacchi tritati finemente e mescolate il tutto. Versate l’impasto in uno stampo a cerniera e mettete in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti. 
Per fare la crema, in una pentola a bordi alti versate il latte e lasciatelo riscaldare insieme alla buccia del limone in infusione.
Montate in una ciotola i tuorli d’uovo insieme allo zucchero e alla farina setacciata; amalgamate il composto. Versate a filo il latte caldo nella ciotola e mescolate bene, versate il tutto nel pentolino; aggiungete il succo del limone e fate addensare mescolando continuamente. Lasciate raffreddare, montate la panna e incorporate la crema. Servite la crema chantilly al limone in un cucchiaio e aggiungete i dadini di pan di spagna al pistacchio e due fragole tagliate a metà come ciliegina (ops, fragola) sulla torta !

 

N.B: Se non sapete perchè l’8 marzo si festeggia la festa della donna, cliccate qui sotto.

http://www.lastampa.it/2013/03/08/cultura/domande-e-risposte/come-nasce-la-festa-della-donna-CAcNMiFxAMmrMNjgBXHYCL/pagina.html

Mini cotolette light, very light !

polloimpanatoingredientifotoEccovi un’altra delle mie ricettine facili facili, buone buone e veloci veloci, ma soprattuto light e ideale per chi, come noi, ha la cucina a vista e non ama friggere!

Vi faccio subito una raccomandazione: non cucinate di più di quello che pensate di mangiare dicendovi “al massimo se ne avanzano le metto in frigo e le mangiamo domani” perché non avanzerà nulla ! Facciamo una scommessa?!

Iniziamo subito con la spesa x 4:

500 grammi o anche di più, se avete fame, di pollo o tacchino (cambia poco)

pan grattato

formaggio grana

semi di sesamo

prezzemolo

2 bicchieri di latte

sale, olio d’oliva e 1 limone

Avete tutto ?! Iniziamo

Battete bene le vostre fette di pollo o di tacchino e tagliatele a fettine più piccole (indicativamente tagliate ogni fetta in 4 fettine)

Mettete tutte le fettine a bagno nel latte per almeno una mezz’ora e iniziate ad accendere il forno a 180 gradi

Intanto preparate la panatura mescolando pan grattato, grana, semi di sesamo (che danno un pò di croccantino alla panatura), prezzemolo tritato e un pochino di sale.

Scolate le fettine e passatele bene nella vostra panatura . Adagiatele tutte sulla teglia del forno dopo aver ricoperto quest’ultima con la carta forno leggermente inumidita con un pò di olio (io metto olio su un pezzo di scottex e lo passo sulla carta forno)

Una volta posizionate le fettine, spruzzate su ogni fettina un filo di olio (io ho comprato lo spruzzino per l’olio perchè con quello ne uso meno e lo distribuisco meglio)

Cucinate le vostre mini milanesi in forno per 15/20 minuti mettendo su grill per gli ultimi 5 minuti.

Se avete voglia e se ve lo ricordate, a metà cottura girate tutte le fettine. Se non lo fate va bene lo stesso (i timer da cucina sono utilissimi se non se li rubasse sempre tutti mio figlio per la sua cucinetta)

Spegnete il forno (molto importante) e godetevi le vostre mini milanesi light con una spruzzatina di limone se vi piace.

Vi sembrerà di mangiare le ciliegie: una tira l’altra

milanesifotoCome contorno si solito faccio purè di patate o una semplice insalata verde mista con pomodorini pachino.

Evito le patate fritte sennò la mia cenetta light andrebbe a farsi benedire !

N.B. non ho messo le mini milanesi direttamente sulla tovaglia, ma su un piatto trasparente quadrato !!! Ahahaha

Una facile “Zuppa di verza e zucca” e un veloce riso al latte per i bimbi che non amano le zuppe!

Stasera zuppa di verza e zucca.

Eh sì, le temperature ormai si stanno alzando e visto che in casa noi amiamo le zuppe (Danny boy un pò meno) abbiamo deciso di gustarci le ultime zuppe prima che arrivi la vera primavera.

“Verza e zucca” è una delle nostre preferite e se ve la scrivo qui, ovviamente è anche facile da fare.

Partiamo subito con la lista della spesa:

1 cipolla bianca

1 gambo di sedano

1 spicchio di aglio

20 gr di olio extravergine di oliva

300 gr di verza

150 gr di patata

1 carota

1 porro

250 gr di zucca decorticata

700 gr di brodo vegetale

4 fette di pane casereccio toscano (o crostini)

30 di gr di pecorino (meglio), ma va bene anche il grana se lo avete in casa

sale e pepe

Se avete tutto iniziamo. Premetto che noi abbiamo la fortuna di avere il mitico Bimby e che questa zuppa praticamente me la fa lui mentre io rifaccio i letti e rassetto un po’, ma sappiate che la facevo anche prima di averlo e quindi vi dico come farla senza (se lo avete anche voi scrivetemelo qui sotto che vi mando la ricetta di questa zuppa per il Bimby)

Ovviamente usate una bella pentola di quelle che utilizzate per fare la pasta e non una padella (mi dicono sempre di essere precisa quando do le ricette!)

Fate soffritto con olio, cipolla sminuzzata e gambo di sedano tagliato a pezzetti aggiungendo anche uno spicchio di aglio.

Aggiungete la verza tagliata a listarelle, la patata pulita e tagliata a dadini, la carota e il porro tagliati a rondelle, la zucca dopo averla pulita bene e tagliata a dadini di circa 2 cm di lato e tutto il brodo. Aggiustare di sale e pepe a piacere e fate andare per una mezz’ora a fuoco medio/basso.

zuppafotoA fine cottura versare in un piatto fondo (in quello piano sarebbe difficile) e servirla con il pane tostato (o i crostini) e tanto pecorino (o formaggio grana)

Slurp, ora porto Danny boy all’asilo poi vado a fare la spesa

 

A proposito di Danny boy… se avete bambini che non amano le zuppe (come il nostro) eccovi una veloce ricetta antica come mi nonna, ma sempre bbona come il pane.

Riso al latte (ovviamente serve il riso, serve il latte e ci aggiungerei il grana) 

Sciacquate il riso con acqua tiepida, mettete a scaldare il latte in una pirofila e aggiungete dentro il riso e un pizzico di sale. Fatelo cuocere tanto quanto c’è scritto sulla confezione del riso utilizzato. Quando sarà cotto stendetelo nel piatto e lascialo intiepidire. Io alla fine ci aggiungo un pò di formaggio grana

 

 

30 e lode al vapore !

Ormai si sa che sono bravissima a far finta di essere sempre a dieta.

Per una come me che cerca di stare attenta alla linea, ma che spesso vive di sensi di colpa per i soliti antipatici biscotti di Topolino al cioccolato rubati a mio figlio e mangiati la sera davanti alla tv…vi assicuro che non c’è niente di meglio di un bel pranzetto al vapore !

Al “that’s vapore” ci vado almeno una volta a settimana a pranzo e a volte anche la sera quando ho voglia di qualcosa di sano, ma non ho voglia di cucinarlo e  tantomeno di stare due ore al ristorante per poi magari spendere anche una “salassata”.

Le mie amiche lo sanno che spesso a pranzo, per le nostre rimpatriate, propongo il “That’s vapore” e ne sono felici: si mangia bene e si spendono massimo 15 euro a testa! Brutto?!

Al “That’s Vapore”, appena entrati, ci si trova subito davanti ad una grande vetrina con esposti tanti cestini di diverse tipologie: calamari e gamberi su un letto di verdure miste, gamberi allo zenzero, cous cous di mare, cubetti di filetto etc. Ce n’è per tutti i gusti !

Uno sceglie il suo cestino, lo comunica al banco e gli viene assegnato un tavolo al pian terreno, al primo piano o anche fuori nella bella stagione. Il cestino che hai scelto è “crudo” quindi viene infilato in una speciale macchina, viene cotto al Vapore e ti viene portato al tavolo pronto per essere gustato. La cottura al vapore mantiene i sapori così intensi che non serve neanche condire. Si possono ordinare anche ottime centrifughe e purtroppo anche dolci buonissimi, ma anche grandi macedonie dai !

Fanno delivery quindi se non hai tempo di fare un salto da loro…vengono loro da te a casa o in ufficio, ma anche dal parrucchiere. Ebbene sì ! Non vi dico quando un giorno ero da Coppola in Corso 22 marzo a farmi restaurare un pò e visto che era orario di pranzo, ho lanciato l’idea di ordinare un bel cestino al vapore. Ci siamo ritrovati tutti in terrazza a mangiare gamberi allo zenzero e a bere centrifughe di mele e carote. Sembrava di essere in una sauna: ocio perché il cestino arriva fumante e se non state attenti finisce che vi fuma anche la lingua !

thatsvaporelodeeUn paio di settimane fa ero li a pranzo con un’amica e ce la stavano piacevolmente chiacchierando quando ad un certo punto la mia attenzione è stata attirata da una lavagna attaccata al muro.

In questa lavagna c’era scritto che se un ragazzo prende 30 e lode ad un esame e si presenta al “That’s vapore” a cena entro una settimana dalla registrazione,con il libretto e con almeno un accompagnatore pagante per ogni meritevole, gli vengono omaggiati un cestino a scelta, una bevanda e il caffè. Beh ! Scusate,ma io la trovo un’iniziativa super intelligente specialmente visto il momento che stiamo attraversando. Ai tempi mi ero detta che per mio figlio ne sarebbe passato ancora di tempo prima di poter prendere un 30 e lode (sperem), ma visto che ora ho il mio blog (evviva) lo dico a voi nella speranza che abbiate figli o parenti di quella età e così intelligenti !

Io vado sempre in Corso di Porta Vittoria 5 (tel.02/76281437), ma so che ne hanno da poco aperto un altro anche in Via Buonarroti 3 (tel.02/41511568)

L’uovo prima in camicia e poi fritto: la ricetta del vincitore di Masterchef 2012

Visto che io non parlo di politica, ma che la giornata di oggi mi da l’idea di una gran frittata venuta male…parliamo di uova che è meglio !

In attesa che esca il libro di ricette di Tiziana l’avvocato, ossia della vincitrice di Masterchef 2012, oggi vi propongo una ricetta di Spyros, il vincitore dell’anno scorso.

Quando poco tempo fa l’ho vista eseguire da Spyros durante una delle puntate di Masterchef mi sono detta…”questa ricetta è impossibile e lui è matto!”

Io non so neanche come si fa un uovo in camicia quindi figuriamoci se dopo riesco anche a friggerlo e invece mi è pure venuto bene anzi… diciamo che mi è venuto buono perchè bello bello proprio non era. Sarebbe dovuto venire come quello della foto qui sopra e invece mi è venuto come quello della foto qui sotto… ops.

uovomiofoto

 

Passiamo alla lista della spesa (x2):

2 uova

1 perperone rosso, 1 giallo e 1 verde

2 fette di pane in cassetta

2 fette di pane pugliese

3 olive nere secche

1 ciuffo di menta

olio extra vergine di oliva

150 ml di olio di arachidi

2 cucchiai di aceto bianco di vino

sale e pepe

Se avete tutto iniziamo:

Lavate i peperoni e li cuocete in forno a 200 gradi per 30 minuti, li pelate, li tagliate a strisce e li mettete da parte.

Preparate la panatura per friggere poi l’uovo in camicia tritando la mollica del pane in cassetta con le 3 olive nere secche

Preparate anche la panatura per spolverare poi i peperoni mettendo il pane pugliese in forno a 230 gradi per circa 10 minuti. Lo togliete dal forno e lo tritate con le foglie di menta.

Uovo in camicia: per fare il famoso uovo in camicia fate bollire 1 litro di acqua in un pentolino con un pizzico di sale e l’aceto di vino bianco. Quando l’acqua bolle rompete l’uovo in una ciotolina, spegnete il fuoco e con un cucchiaio fate girare l’acqua bollente creando una sorta di vortice. Lasciate cadere adagio l’uovo nel buco del vortice cercando ovviamente di non romperlo. Per mantenere il vortice e fare in modo che l’uovo venga bello liscio senza fili che fuoriescono (non so come spiegarvelo meglio ! Ops) continuate a manterenere in vortice girando il cucchiaio intorno lentamente in senso orario per un totale di 3 minuti. Togliete uovo dall’acqua con una schiumaiola e mettetelo in una bacinella con acqua ghiacciata.

Dopo circa un minuto scolate l’uovo e impanatelo nella panatura di pane e olive e friggetelo in olio di arachidi bollente fino a che diventa dorato, per circa 2 minuti.

Impiattate mettendo prima le striscioline di peperoni condite con olio, sale e pepe, e spolverati con la panatura di pane pugliese e menta e alla fine adagiate sopra il vostro uovo che dentro dovrebbe avere il suo rosso ancora bello morbido.

Non fate quella faccia perchè vi vedo !

Non è così difficile come sembra. è ottimo ed è anche divertente da fare ! 

Tacchino al curry e latte di cocco.

 

 

Dopo la finale di Masterchef di ieri sera… stamattina mi sento inspirata e quindi eccovi una bella ricettina facile che è piaciuta molto anche a nostro figlio. 

Di sicuro ieri i 3 giudici mi avrebbero messa al muro e fucilata per l’impiattamento, ma prometto che cercherò di migliorare !

 

Iniziamo come sempre dalla Lista della spesa (per 4 persone):

 

500 grammi di petto di tacchino (o pollo)

1 peperone rosso

1 peperone giallo

1 cipolla

1 peperoncino rosso

2 cucchiai da tea di pasta di curry (sì sì, pasta di curry e non polvere ! La trovate nei supermercatini orientali)

300 ml di latte di cocco (sempre nei supermercatini orientali)

1 limone

150 ml di brodo di pollo

25 gr di mandorle

riso basmati

aglio, prezzemolo e olio

 

Se avete tutto posiamo iniziare:

 

Mettete in padella olio, cipolla (io la taglio fine fine perchè se nostro figlio la trova…oh mamma!), uno spicchio di aglio intero con buccia dopo averlo schiacciato con un bel pugno (così se è stata una giornata no, vi sfogate sull’aglio e non sul marito quando rientra) e peperoncino a piacere. Fate andare un pò e poi aggiungete il brodo, il latte di cocco e la pasta di curry facendola sciogliere bene nel latte di cocco.

In un’altra padella tostate le mandorle (che siano pelate!)

Prendete tacchino (o pollo) e lo tagliate a striscioline o cubetti (come più vi piace) e lo aggiungete al latte di curry etc, grattugiate sulla pentola un pò di buccia di limone (zest?!) e aggiungete le mandorle tostate (la ricetta originale di Alessandro Borghese diceva di usarle intere mentre io le taglio a pezzettini)

Mentre il tacchino o il pollo cuociono, fate bollire del riso (io ne faccio sempre in più tanto in frigo dura un paio di giorni e d è sempre utile per pranzi o cene espresse), aggiungete un pò di olio e lo mettete in una ciotola che terrete coperta per mantenere il riso caldo (semmai gli date una “botta di micronde” quando il resto è pronto).

Quando il tacchino sarà pronto (ci vorranno circa 20 minuti a fuoco medio/basso, ma voi assaggiate sempre) formate delle cupolette di riso da mettere poi sui piatti. Io per farle uso quelle coppette usa e getta in alluminio, ma si può fare con qualsiasi coppetta abbiate in casa (non con i posacenere magari!)

Nel forno a 180 gradi cucinate i 2 peperoni fino a che vedrete che la pelle si gonfia e poi, una volta raffreddati un pò altrimenti vi bruciate, spelateli per bene.

Quando è tutto pronto mettete su ogni piatto una cupoletta di riso basmati, accanto al riso due fettine di peperoni (una gialla e una rossa) magari dopo averle arrotolate come se fossero dei bei fiorellini e infine il vostro tacchino. Mettete un pò di sughino su riso e tacchino, una spolverata di prezzemolo fresco tritato, un filo di olio e voilà, il piatto è pronto per essere gustato !